025

Facevano parte di una folta comitiva turistica, credo laziali, in visita a Siena. Stavano per entrare tutti nella chiesa dei Servi, ma la bimba era molto stanca, in braccio al padre: lui annunciò che si sarebbe fermato lì, sul sagrato, a farla riposare e che avrebbe aspettato l’uscita del gruppo; altri suoi compagni di viaggio insistettero perché non cedesse ai capricci della bambina e che avrebbe dormito dopo, in pullman, tanto i bambini fanno in fretta. Niente da fare, il padre non volle sentire ragioni e permise alla sua bimba, come vedete, di rilassarsi. Mi è sembrato un bel momento da riprendere e da ricordare.

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024

Troppo presto!

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023

Questa era la casa dei nonni…  

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022

LA TENDA ROSSA: Una bambina che sbircia, come dal buco della serratura, da dietro una tenda. Ha un’espressione seria. Cosa vede al di là del sipario?

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Vede forse, questa bimba, un mondo che sta rapidamente cambiando, dove sono svanite le certezze di una vita migliore?

Oppure vede gente di molte etnie e culture, un ambiente umano disordinato, in cui chiunque può essere facilmente frainteso?

Oppure vede un mondo infuocato da un sole non più amico e portatore di vita, ma ostile, desertificante, che toglie il bene prezioso dell’acqua? Vede future lotte per il possesso di fiumare o laghi quasi prosciugati?

Insomma, secondo molte persone a cui ho mostrato questa fotografia, la bimba ha visto, al di là della tenda rossa, un turbine, un mondo violento, ha tutte le ragioni per temere per il suo futuro, e quindi …

NIENTE DI TUTTO CIO’, QUESTE SONO SOLO INTERPRETAZIONI MORALISTICHE TIPICHE DEGLI ADULTI: LA BIMBA STAVA SEMPLICEMENTE GUARDANDO, DA FUORI, NELLA SUA CAMERETTA PER VEDERE SE I GIOCATTOLI, QUANDO RIMANGONO SOLI, GIOCANO FRA LORO.

ME L’HA CONFIDATO CON RETICENZA E CON UN SORRISO IMBARAZZATO: “LO SO CHE NON È VERO, MA DA PICCOLA CI CREDEVO”.

Questi vari commenti non sono stati qui registrati singolarmente.
Ho eletto questa foto a logo del blog.

020

“… avrà almeno 50 anni, poverina!”  

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019

LUI, LEI E LA SUORA:

  • Dai, Alfio, non facciamola soffrire, lei ti vuole bene!
  • Si, lo so, pure io ci voglio bene a lei, ma …
  • Lo vedi? Non si merita di sentirsi trascurata, dopo tutto ti ha dato due bei bambini, li ha cresciuti rispettosi ed educati, anche nella fede
  • Si, ma lei lo sa di noi due e sa che è la prima volta che ti rivedo dopo tutti questi anni, da quando … non me ne ero accorto che stavo competendo addirittura con Dio!
  • Hai fatto male a dirglielo! Lei, poverina, per discrezione o per reverenza verso il mio abito se ne sta due passi indietro, ma tu non sai come soffre una donna se la trascuri, soprattutto a favore di un’altra, anche se io sono una suora, adesso! Intendiamoci, sono molto felice che tu sia venuto da così lontano a trovarmi e a farmi conoscere tua moglie, le foto dei bambini; mi ricordo volentieri di quando noi due ci frequentavamo, ma, lo sai, poi le cose sono cambiate e io sono contenta così, non mi pento di nulla e non rimpiango nulla. Devi essere contento anche tu.

Fermatasi e voltatasi indietro:

  • Su, Ninfa, non stare indietro, vieni, raccontami dei bambini, sono bellissimi, sei una brava mamma.

L’ho vista, Ninfa, aprirsi in un sorriso radioso e andare in mezzo ai due, prendere al braccio suo marito e il suo passo diventare all’istante baldanzoso e sicuro. Ha cominciato a raccontare dei bambini, che adesso sono già grandicelli, ecc … ecc…

 

 

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018

 

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017

 

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