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PER LE VIE DEL CIELO:

Al cimitero in una domenica infuocata di luglio, un caldo persistente già da diversi giorni. Pochissima gente, in tutto questo ampio settore di sepolture siamo solo in tre: Rosanna, io e un’anziana donna.

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Terminato di mettere in ordine una delle tombe, peraltro già perfettamente in ordine, spolverata la fotografia sulla lapide e innaffiati i fiori utilizzando una bottiglia d’acqua riempita alla vicina fontanella, questa donna si siede sulla panchina, accende la radiolina che ha nella sua borsa, ne tira fuori una rivista e si mette a leggere.

  • Scusi, signora, dove posso trovare un recipiente per bagnare i fiori – le faccio con il mio migliore accento forestiero e indicando con la mano la direzione in cui si trova la tomba per la quale Rosanna ed io siamo al cimitero.
  • Lì dietro, guardi, ci sono diverse bottiglie e la cannella dell’acqua.

Lo sapevo bene, ma a noi forestieri è consentito essere spaesati e chiedere informazioni. Ringrazio e vado a prelevare l’acqua e a fare quanto avevo chiesto. Torno alla fontanina per rimettere a posto la bottiglia, la signora è sempre lì, seduta a leggere e con la radiolina discretamente sintonizzata su un programma di canzoni.

Rifletto che una donna anziana che con un caldo torrido se ne va al cimitero a leggere forse vuole anche non essere disturbata dal primo che arriva. Così, temendo una sua dura e sacrosanta reazione, azzardo:

  • Non ci avevo mai pensato che il cimitero potesse essere un buon posto per leggere, sperando – aggiungo per parare una rispostaccia – di non trovare uno scocciatore come me!
  • Non si preoccupi – mi fa sorridente, deponendo la sua rivista sulle ginocchia – vengo qui appena posso, c’è mio marito, è lì sotto da cinque anni.
  • Vi fate compagnia, vero?
  • È più lui che fa compagnia a me.
  • Ah si? – interrogo con finto ma interessato stupore – che bello!?
  • Vede, lui era … diciamo uno scettico convinto, diceva che di là non c’è nulla e che è tutto un’invenzione dei preti, che loro hanno approfittato sempre dell’ignoranza della gente. Adesso che si trova davvero nell’aldilà ha capito che invece è tutto vero.
  • Come fa a dirlo? – stavolta il mio stupore era interessato e reale.

La signora chiude con calma la rivista che stava leggendo e spegne la radiolina, assume quell’atteggiamento pacato ma fermo che dice ‘adesso tu mi ascolti perché ti dirò cose importanti’. Mi invita a sedermi sulla panchina e inizia il racconto con una premessa:

  • Mio marito leggeva molto, nella sua biblioteca c’era, e c’è ancora, di tutto, scienza, letteratura, politica, … negli ultimi anni, tanti, di malattia, gli piaceva fare l’enigmistica, le parole incrociate, i rebus, … io quelle cose lì non le ho mai sapute fare. Quando lui non ricordava una parola difficile mi chiedeva di aiutarlo a cercare nei suoi libri, ‘vedi quel libro giallo, prendi quello a fianco, vai al terzo capitolo, e …’ alla fine trovavamo la parola giusta e lui era tutto contento, mi spiegava come era riuscito! Mi capisce? Sapeva tutto a memoria.
  • Certo, capisco, continui!
  • Da quando lui è morto io faccio quello che faceva lui, leggo tanto – indica la sua rivista – e mi piace anche l’enigmistica. Prima non mi interessava … capisce?

Dal mio sguardo poco convinto intuisce che deve spiegarsi meglio: con l’aria spazientita ‘ma ti devo proprio dire tutto’ continua, soddisfatta di essere arrivata al punto:

  • Io sento che lui mi suggerisce le parole quando non le so, mi aiuta a trovarle fra i libri, mi fa venire l’idea giusta per risolvere, che so, un rebus. E questo funziona molto di più quando vengo al cimitero, ché lui è qui sotto. Stamane sono venuta già da un paio d’ore e ho portato con me questa rivista che lui mi ha fatto comprare ieri sera: ma lo sa che ci ho trovato già due definizioni che ieri non ero stata capace di …
  • E questo la fa felice!
  • Certo!! Vuole dire che siamo sempre insieme e che lui ha trovato l’aldilà e me lo vuole fare sapere. Così, quando di là ci andrò pure io lo ritroverò, lo so che lui mi aspetta.
  • E continuerete a fare le parole incrociate e i rebus!
  • Ma no, ce ne andremo per fatti nostri per le vie del cielo.

E ride felice.

 

 

 

 

 

 

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