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SCONTRO DI GENERAZIONI:

  • Ti riconosco, sai! Ti ho già visto! Tu sei quello che portava una custodia che pareva d’un fucile e mi hai pure chiesto dov’era la commenda; c’erano altri due o tre insieme a te, coi capelli lunghi, barbe lunghe e conciati a questa maniera, con ‘sti fucili.

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Poi vi ho visto entrare tutti nella casa di riposo e io stavo per andare proprio lì a trovare la mi mamma, 92 anni, perché c’era uno spettacolino per ‘sti vecchietti. Bravi, siete stati bravi, te lo devo dire, avete sonato belle canzoni della loro età, senza quel chiasso che si sente certe volte, tu eri anche il cantante, vero? Certo, sono stati bene, gli avete dato un poco di gioia. La mi mamma è stata contenta, lei da giovane cantava sempre, me la ricordo. E sai quando ‘ste donnine le avete fatte piangere davvero? Quando alla fine tu hai cantato quella di Claudio Villa, ‘Mamma, quanto ti voglio bene’. Erano felici ‘ste vecchine. Bravi tutti!!

  • Grazie, signora!

Se qualcuno di voi ha pensato, leggendo le prime righe di questo breve racconto, che vi si parlasse di giovani violenti e senza scrupoli, ecco l’esempio di uno scontro di generazioni, a volte giustificato, altre volte no.

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