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IN QUESTO SILENZIO C’E’ UNA STORIA: E’ una delle fotografie che più mi hanno emozionato: c’è un silenzio drammatico fatto di sguardi deviati, sguardi diretti e sguardi nel vuoto, di interrogativi… e una storia che forse possiamo immaginare.

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Provo a raccontare i fatti, senza però trarre conclusioni perché io stesso non le conosco.

Ci sono, in questa fotografia scattata dall’interno di un ristorante, tre piani di immobilità del tutto apparente, che si sono andati formando in breve tempo capovolgendo quelli iniziali: li descriverò non in ordine progressivo, ma in ordine cronologico:

  1. il primo piano è quello dello status quo: fino a pochi istanti prima, oltre ai nonni a capotavola, erano sedute le due bambine e la loro mamma, la vedete sullo sfondo. C’era tensione, a fatica contrastata dalla forzosa giovialità dei nonni. Un posto era vuoto, anche se apparecchiato.
  2. Il terzo piano è quello che ha scatenato la situazione: preceduto alcuni minuti prima da una telefonata è arrivato il padre delle due bimbe. La loro mamma, vistolo arrivare da lontano, si è alzata nervosamente dal tavolo ed è uscita ad incontrarlo: si sono messi a parlare nell’unico punto tranquillo del luogo, che però era proprio dietro alla finestra che dava sul tavolo occupato dalla famiglia. Non è stato un incontro sereno con il marito, ma si è trattato di uno scontro, le mani nervose, le espressioni ostili.
  3. Il secondo piano è quello dell’emozione: avendo assistito dall’interno, insieme ai nonni, alla scena, le due sorelline, prima la più grande, poi l’altra, hanno lasciato il tavolo e sono corse, visibilmente tese, dai loro genitori, come per evitare scenate. Il padre le ha baciate affettuosamente entrambe, i gesti e i toni si sono smorzati: in quell’attimo greve di silenzio, lui ha finto di interessarsi al menu appeso al muro e le bambine si sono guardate con quell’intensità che potete vedere, carica di domande e di angoscia. Io la definirei persino ‘maturità’, quella che è generata dalle esperienze dolorose. È qui che ho scattato.

Dopo qualche momento di rinnovato saluto paterno la mamma ha rimandato dentro le bambine, i nonni le hanno accolte con la solita, ma necessaria, finta allegria, i genitori si sono allontanati dalla finestra. Dopo un po’ la mamma è rientrata anche lei, da sola, a sedersi al tavolo.

 

6 commenti
  1. F C
    F C dice:

    Questa foto si presta a tante interpretazioni: forse l’uomo e la donna pensano alle loro figlie quando erano piccole; però quegli sguardi doloranti fanno anche pensare a figlie che non ci sono più… Ma quello che trovo più interessante è lo sguardo enigmatico tra le bambine, intenso, diretto, si stanno dicendo qualcosa pur senza parlare, in un silenzio assoluto che ti turba e magari ti fa pensare ad altri silenzi della tua vita.

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  2. Maria Cristina De Amicis
    Maria Cristina De Amicis dice:

    l’uomo e la donna hanno appena deciso di separarsi; lui ha confessato di essere innamorato di un’altra (la sua bocca denota amarezza ma ha un sguizzo di contentezza negli occhi).
    La donna non è soltanto molto addolorata ma lo sguardo sembra voglia esprimere voglia di essere lontana da quest’uomo che non riconosce più come compagno e padre delle sue figlie. Lo sguardo intenso delle bambine fa pensare che hanno sentito tutto

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  3. Vale
    Vale dice:

    La bambina a sinistra, quella col cappottino bianco, ha capito tutto ciò che sta succedendo fra i loro genitori, e l’altra, forse più piccolina, la sta interrogando con lo sguardo. E con lo sguardo la più grande le sta rispondendo che è finita. E’ un momento tragico nella vita delle bambine e anche nella vita dei genitori, questo momento cambierà le loro vite. Forse mi sono lasciata impressionaredal commento precedente perché vedo che altri commenti sono diversi, ma io ci vedo questo

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  4. Simona Guerra
    Simona Guerra dice:

    Ciao Antonio. L’immagine mi fa pensare alle generazioni che si susseguono. Al cambiamento e alle cose che restano sempre un pò simili (quando non uguali).

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