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PSICOSI:

L’orchestrina messicana suonava, la gente stava a sentire.

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Ad un certo punto hanno fatto il loro ingresso sulla scena due coppie musulmane, le donne nei burka neri: l’atmosfera è radicalmente cambiata, l’orchestrina ha smesso di suonare, tutti guardavano verso di loro, la donna con la coda di cavallo si è voltata di scatto per capire cosa stesse succedendo. Inutile negarlo, l’idea è corsa agli attentati, alle cinture esplosive.

Ho fotografato la coppia che mi è passata accanto, la seconda coppia  non l’avevo neppure vista, in quel momento, perché è passata un po’ più distante da me, alla mia sinistra: la preoccupazione della piazza è tangibile.

Naturalmente questi quattro giovani, come la grande maggioranza dei musulmani, erano a posto, ligi alle loro consuetudini sociali, che però sono spesso quelle che noi abbiamo identificato come a rischio.

Dopo pochi istanti i mariachi hanno ripreso a suonare allegramente e tutto è ritornato come prima; aggiungo che i due uomini musulmani, forse per restituire ai presenti quel senso di serenità che involontariamente avevano turbato con il loro arrivo, sorridendo si sono messi a battere ritmicamente le mani; le due donne non battevano le mani, ma probabilmente sorridevano sotto i loro burka.

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