008

SERENDIPITY

Per prima cosa voglio raccontare la nascita di questa fotografia:

Camminavo davanti alla vetrata e, attratto dalle voci e dai cori goliardici che da lì provenivano, guardai da quella parte, presumendo che all’interno fosse in corso una festa di laurea; per due o tre volte vidi passare e ripassare il riflesso di una bimba che, lungo il vialetto alle mie spalle, imparava ad andare in bicicletta.

Leggi tutto

Pensai di fotografare quel riflesso all’interno del riquadro di una delle vetrate, perciò mi misi ad aspettare che la bimba ripassasse.

In quel momento una delle vetrate si aprì e vi si affacciò questa giovane donna, forse per prendere una boccata d’aria. Porca miseria, ma proprio adesso!! Io ero pronto a scattare perché sapevo che la bimba stava ripassando. Evidentemente la ragazza, vedendomi all’improvviso lì davanti, impostato come un paparazzo, ebbe questa mossa fra l’imbarazzato e il civettuolo e subito rientrò; io non vidi i movimenti della donna perché seguivo, con l’occhio nel mirino, il passaggio riflesso della bimba, che era il vero oggetto della mia fotografia. Scattai al momento giusto.

Guardai nel display, sicuro che, grazie all’intervento tempestivo e maldestro di quella donna, la foto fosse venuta male perché lontana dal concetto che avrei voluto esprimere.

Serendipity!! La donna sembrava guardare proprio verso la bimba e questo cambiava completamente il significato del mio scatto (sono cose che in fotografia possono accadere, anche se molto raramente).

Ci pensai un po’ su e poi decisi di andare a far vedere, come è mia abitudine, la foto alla ragazza ritratta, ma soprattutto per saggiarne le impressioni.

 

Secondo tempo:

Entrai nel locale, chiesi di quella donna: era la sorella maggiore di uno dei neo-laureati.

Appena lei vide sul display la foto pensò che io, da buon paparazzo, fossi lì per vendergliela e si allontanò con un freddo ‘non mi interessa’. “Mi scusi – intervenni – io vorrei solo chiederle come lei legge questa foto, in particolare il rapporto tra la sua figura e la bambina”.

“Quale bambina?”, chiese stupita. “Quella in bicicletta” e gliel’indicai. Capì subito l’equivoco, prese in mano la macchina fotografica per guardare bene la foto ed esplose in un magnifico e comunicativo sorriso.

“Dio santo! Ma questa!! Questa…!” Quando  alzò lo sguardo i suoi occhi erano lucidi e gonfi e il suo sorriso era tremulo, quasi un pianto; dicendomi un ‘Grazie!’ sincero mi restituì la macchina fotografica e, zoppicando, andò via, uscì.

Io rimasi lì, imbarazzato, non sapevo cosa fare. Intervenne serio il fratello, volle bruscamente vedere la foto e poi, addolcitosi, mi invitò a sedere ad un tavolo, mi spiegò:

  • “Vede, da piccola, più o meno a quell’età, mia sorella è stata colpita da una malattia che l’ha tenuta a letto per molti anni. Io stesso, che ho cinque anni meno di lei, ho imparato a pedalare sulla sua biciclettina e lei mi guardava dalla finestra. Questa foto è stata un trauma per lei”.
  • Mi dispiace, non potevo sapere. Però mi ha detto un grande grazie, forse le ha anche fatto piacere!
  • “Si, è probabile, …”, sa, già da anni lei è laureata in psicologia.

In quel momento la sorella rientrò, venne al tavolo, riguardò a lungo la foto: “Questa foto è molto bella perché  può essere letta in tante maniere diverse, anche se io l’ho letta come già sa – guardò il fratello, che annuì – mi è sembrato di rivedermi come in un vecchissimo replay: ma ha tanti altri significati, complimenti e ancora Grazie!”

“Se vuole gliela mando per e-mail”

“No, l’ho già stampata in mente, me la ricorderò”.

Prima che andassi via mi volle dare un bacio e una bella stretta di mano, forse per rassicurarmi di non averle fatto del male, anzi…

4 commenti
  1. Daniele, 27 anni
    Daniele, 27 anni dice:

    Ho guardato molto bene la foto…a parte che è meravigliosa. Ma c’ho visto la nostalgia. Mi spiego meglio. La donna guarda in basso…nella parte di vetrata dove si vede una o un bambino che va in bici. Io ci vedo nostalgia di un mondo, quello dei bimbi, bello, spensierato e sembra che lei lo desideri quel mondo, che le manchi.

    Rispondi
  2. Elvira 62 anni
    Elvira 62 anni dice:

    Rappresenta la bellezza nascosta: lei si ritrae e riflette perché sa che la bambina, molto più giovane, la sostituirà e sa che non sarà più così bella

    Rispondi
  3. antonio vona
    antonio vona dice:

    Dopo vari altri commenti non riportati perché praticamente dello stesso tenore, voglio far notare come TUTTI NOI SIAMO PORTATI A VEDERE CIO’ CHE PIU’ CI PIACE: osserviamo che in realtà la donna non può vedere, dalla sua posizione, il riflesso della bambina in bici così come lo vediamo noi (la bimba pedalava davanti a lei ad una certa distanza), quindi certamente non ha il tipo di pensieri che volentieri le abbiamo attribuito…! [su simili meccanismi si basa spesso la pubblicità, vedi la foto con le due ragazze al cellulare e “l’invito” sullo schermo alle loro spalle].

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.