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SCUSI SIGNORINA

Questa fotografia l’ho scattata a Capri nella piazzetta. L’uomo faceva parte di un tavolo di tre uomini, sembravano americani, parlavano a voce alta. Ad un certo punto lui si voltò verso la ragazza come per abbordarla. Ciò che mi ha da subito attratto è stata l’aria molto seccata dell’altra ragazza.

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  • Scusi signorina, questi miei due amici americani mi stanno chiedendo se lei è per caso parente, magari una nipotina, di Sofia Loren, no perché, le spiego, chiedo scusa se mi sono intromesso così, loro sono americani e vogliono fare a Hollywood un film sulla vita della Loren e perciò sono venuti qua a cercare delle ragazze che potrebbero recitare la parte di Sofia giovane. E voi le ci assomigliate tanto.
  • Si, me lo dicono sempre che sono spiccicata a Sofia Loren, ma non siamo parenti. Che volete, il dna gira per tutta Napoli. E forse pure per quello io ho studiato recitazione, ma solo per la passione mia, figuriamoci.

L’uomo tradusse la risposta della ragazza ai suoi amici americani e loro si dimostrarono compiaciuti e sorpresi, come quando si incappa in un colpo di fortuna.

  • Scusate, ma ho capito bene che avete studiato per fare l’attrice?
  • Si, recitazione, ho fatto recitazione.

Lui girò il capo indietro e fece ai due un cenno di si, avevamo capito bene. Mi sarei aspettato che le chiedesse dove e con chi aveva studiato. Invece lui si alzò in piedi, seguito dai due americani, si avvicinarono al tavolino delle ragazze e fecero le presentazioni: Tom e Robert da Los Angeles, e Marcello, di Napoli.   Piacere, Silvia e Anna.

In quel momento avvertii un qualcosa di subliminale, ma me ne resi conto solo in appresso. Per intanto finsi di essere intento a guardare le mie foto sul dorso della macchina fotografica. Gli uomini lasciarono il loro tavolino, trasbordarono le loro poltroncine e i loro bicchieri su quello delle ragazze e lì si sedettero.

  • Ma allora, Silvia, scusate se ci permettiamo, forse se voi siete qua a Capri colla vostra amica Anna in questa celebre piazza è che state girando, ma non è che potete stare interessata a girare un film pure con noi agli studios di Hollywood e fare la Loren?
  • Mah, non saprei – rispose lei passandosi una mano nei capelli, preoccupata di dover gestire all’improvviso una situazione delicata o forse una grande opportunità -, ci devo pensare, così su due piedi, che volete!
  • Eh, giusto, si capisce, a Sofia non ci abbiamo detto ancora le cose importanti, gli obblighi contrattuali – interruppe Marcello con un’occhiata esplicativa agli americani e conferendo un tono di grande sacralità alle ultime due parole, gli obblighi contrattuali, ma anche sottolineando ‘Sofia’.

Dunque: le vostre riprese cominciano fra un mese e mezzo o due, da noi a Los Angeles, e la parte vostra, quando la Scicolone, lo sapete che per noi napoletani è sempre la Scicolone, ha vent’anni ed è eletta miss Italia e comincia a fare il cinema. Che poi è la parte più bella, quando questa bella ragazza senza esperienza si trova in un mondo nuovo, proprio come a voi!

E poi arriva agli studios Sofia in carne e ossa, la Scicolone intendo, a recitare se stessa e per un paio di settimane voi due lavorate insieme. La paga è di quattromila-e-cinquecento-dollari-americani-a-settimana – sillabando e magnificando la cifra col gesto della mano.

Voi ci pensate, ci pensiamo pure noi, dobbiamo mandare la vostra fotografia agli studios –(e subito uno degli amici americani la scattò col suo cellulare e la mandò all’istante via whatsapp)- e domani sera noi siamo qua e se voi siete d’accordo concludiamo.

Strinsero la mano a entrambe le ragazze e, manifestando grande sicurezza, Marcello fece un ampio pollice su come per dire ‘sono certo che sarà un si’.

Come se quel gesto l’avesse risvegliata, sbucò chissà da dove una donna sulla trentina, bella e prosperosa, pur senza particolari somiglianze con la Loren.  Andò dritta al tavolino dei cast-watchers e con spiccato accento napoletano:

  • Finalmente vi ho trovato, lo sapevo che invece di lavorare ve la spassate in piazzetta. È arrivata una mail da Hollywood che dobbiamo partire, dice che la ragazzina che fa la Loren bambina s’è fatta male e allora hanno deciso di passare subito alle mie scene di miss Italia, si comincia subito. Dovete dirglielo pure alla signora Loren che deve anticipare pure lei. Io vado a farmi il biglietto aereo su internet.
  • Vabbuò, Sofì, mò vai, che noi dobbiamo salutare Silvia e Anna, le nostre amiche qua. Ci vediamo in ufficio. Ch’aggio ‘a fà! Cose da pazzi!!

Marcello tradusse con calma ai suoi colleghi, i quali, allibiti, fecero ben comprendere che loro preferivano sicuramente Silvia, era troppo somigliante a Sofia e poi aveva studiato! Rivolgendosi alla ragazza le chiesero, più che altro a gesti, se non avesse potuto dare subito una risposta.

Silvia, ovviamente confusa (molto confusa, aggiungo io), pur di non farsi portare via l’occasione da quella lì che nemmeno ci somigliava alla Loren, disse di si. I tre manifestarono una sincera soddisfazione, sicuri che quella fortuita circostanza avrebbe dato in futuro grandi sviluppi. Però Marcello, tornando alla realtà, realizzò che:

  • Brava Sofia, hai preso una grande decisione. Ma adesso noi dobbiamo fare subito il biglietto per te, i fondi che avevamo a esposizione li abbiamo praticamente finiti, ci dovresti anticipare almeno 400 euro, che poi vediamo di restituirteli, ci mancherebbe altro!

Sperai che Silvia, alias Sofia, non avesse in borsetta una cifra sufficiente: li aveva (non vai a Capri se non hai almeno 500 euro in tasca) e glieli diede, zittendo Anna che la voleva risvegliare.

  • Allora, Sofì, fatti trovare con la valigia qua alle undici domani mattina, noi passiamo a prenderti con la nostra macchina della società e poi ci prendiamo l’aliscafo, andiamo a Napoli e poi con l’altra macchina andiamo a Fiumicino, l’aereo parte domani sera.

Andarono via di fretta in ufficio a fare il biglietto aereo per Los Angeles tramite internet. Non un numero di telefono né un indirizzo. Anche le ragazze andarono via. Ridevano. Nessuno pagò le consumazioni e nessuno le pretese.

Mi sentii un po’ in colpa per non essere intervenuto ai primi miei sospetti, ma nemmeno una volta che fu chiaro il raggiro.

La sera successiva tornammo, Rosanna ed io, nello stesso bar. Dopo un po’ vidi passare Anna, la fermai, le feci vedere la foto dell’avventura che ho raccontato, spiegandole che eravamo al tavolo a fianco, lei se ne ricordava; la invitai al tavolo e, facendo il finto tonto, le chiesi notizie di Silvia, se fosse già arrivata a Los Angeles. Il mio sguardo, però, come spesso accade, mi tradì, tanto che Anna si fece una gran risata di complicità e spiegò:

  • Silvia non è mai partita per Los Angeles! Silvia è una poliziotta, ha fatto da esca dietro la segnalazione che un quartetto di imbroglioni tutti partenopei, tipo Totò e Peppino, si aggirava tra Napoli, Caserta, Ischia e Capri; appena svoltato l’angolo tutti sono stati fermati. E poi, i soldi che lei gli ha versato erano falsi, come quelli del monopoli. In mancanza d’altro li avrebbero arrestati per detenzione di banconote false!!
  • Ah, che sollievo! E tu? Tu hai rischiato!
  • Io? mi sono tanto divertita.

 

5 commenti
  1. Lisa - 43 anni
    Lisa - 43 anni dice:

    Scusi, signorina … , con quel sorriso di complicità… Che nostalgia… non succede più … mi manca, ora è tutto per sms

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  2. donna circa 60 anni
    donna circa 60 anni dice:

    Lui ci prova, lei è interessata perché spera che lui le dia qualcosa
    E’ un approccio, le ragazze sono perplesse

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  3. Cinzia
    Cinzia dice:

    Lo sguardo molto scocciato della sorella mi ricorda la scenata che mi fece la mia sorella maggiore quando uno che le piaceva mi fece un po’ di corte. Non se ne fece nulla né lei né io, ma ancora adesso me lo rinfaccia.

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    • antonio vona
      antonio vona dice:

      Cinzia indica involontariamente la ragazza più giovane come ‘sorella’, ma non sappiamo se sia vero! Spesso la realtà la si interpreta sulla base delle proprie esperienze.

      Rispondi

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